Il termine entro cui fare l’atto e la sua importanza

Quando si stipula il preliminare di compravendita, si indica sempre una data entro la quale si farà l’atto definitivo. Attenzione però a come viene indicato il termine!

La data entro la quale firmare il definitivo passaggio di proprietà dovrebbe essere una data ultima, ma non è esattamente così.
Il termine che solitamente si indica nel preliminare di compravendita per essere considerato termine ultimo deve specificatamente indicare la dicitura “ultimo ed essenziale per le parti”, diversamente verrà preso come termine semplice.

Differenze tra Termine semplice e Termine ultimo

Ti spiego la differenza:

  • Termine semplice dicitura “entro e non oltre”: questo è quello che trovi solitamente in un contratto preliminare di compravendita ma non viene considerato un termine ultimo. Nel caso in cui una delle parti non riuscisse ad adempiere ai suoi obblighi, entro tale data, l’altra non sarà libera dal contratto e dovrà agire tramite il giudice per obbligare l’altra parte a onorare o sciogliere il contratto stesso;
  • Termine ultimo ed essenziale: in questo caso, se l’atto non verrà fatto entro la data indicata, la parte adempiente sarà libera e potrà agire direttamente per il riconoscimento dei danni.

La scelta di come indicare il termine è importante e come leggi fa la differenza. Sono convinto che il termine ultimo ed essenziale debba essere usato solo in casi particolari, magari quando una delle parti incorrerebbe in gravi danni se l’atto definitivo non fosse stipulato entro i termini. Diversamente opterei sempre per il termine semplice che lascia un pochino più di flessibilità.

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Ernesto Palano – Consulente immobiliare
Corso Trapani 151 – Torino
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