Vendere casa senza certificazioni impianti

Vendere casa senza certificazioni impianti

Vendere casa senza certificazioni impianti

È obbligatorio certificare gli impianti per vendere una casa?

Quando ci si mette alla ricerca di una casa le domande che ci facciamo sono tante; tra queste una è: sono obbligatori i certificati degli impianti? Purtroppo, si fa tanta confusione e si pensa che le certificazioni siano obbligatorie. Non è così…o quasi.

Negli anni le leggi sono cambiate e questo argomento è stato al centro di molti dibattiti. Ad oggi bisogna sapere che, per impianti ristrutturati prima del gennaio 2008, le certificazioni non sono obbligatorie. Attenzione però, le stesse diventano obbligatorie se in fase di contrattazione sono state espressamente richieste.

Vendere casa senza certificazioni impianti

Quando si parla di case ristrutturate dopo il gennaio 2008 (qualsiasi impianto all’interno di un immobile deve essere costruito rispettando la normativa espressa nel DM 37/08) le certificazioni continuano a NON essere obbligatorie ma se la casa è stata ristrutturata bisogna fare attenzione a cosa si dichiara. Se le certificazioni ci sono, vanno dichiarate e consegnate all’acquirente.

In buona sostanza, per evitare contestazioni future da parte dell’acquirente, è consigliabile comunque specificare nell’atto lo stato degli impianti e se esistono oppure no certificazioni.

Tutti questi discorsi decadono se si parla di nuove costruzioni. In questo caso le certificazioni non solo sono obbligatorie ma diventano essenziali in quanto fanno parte di tutti quei documenti essenziali per la richiesta di agibilità finale.

Ultima cosa molto molto importante: non confondete la certificazione degli impianti con la certificazione energetica.
La certificazione energetica è sempre obbligatoria per vendere o locare una casa. Se desideri approfondire questo discorso dai un’occhiata a questo video.

Vendere casa senza certificazioni impianti

Certificazione energetica: perché è importante?

Certificazione energetica: perché è importante?

Certificazione energetica: perché è importante?

Magari qualcuno di voi lo conosce già oppure ne ha almeno sentito parlare. Ma in quanti sanno
perché è importante l’APE?

Inizio a spiegare per chi non lo conoscesse che cos’è l’ape. L’ape è un certificato redatto da un “soggetto accreditato” dalla Regione, geometra, ingegnere o architetto che definisce le caratteristiche energetiche di un fabbricato o di un alloggio.

Le regole cambiano da Regione a Regione, quindi è opportuno affidarsi ad un professionista della Regione in cui si trova l’immobile. In un mondo come quello di oggi, dove il consumo energetico è uno degli elementi che una persona valuta per scegliere un elettrodomestico piuttosto che un auto, anche per la casa è diventato una delle caratteristiche che si prende in considerazione nella scelta di un immobile.

Che cosa verifica l’APE?
Verifica la classe energetica del vostro immobile, che può andare da N.C. (più bassa) ad A/4 (la più
alta).

Cosa fa il tecnico?

Dopo un attento sopralluogo, il Certificatore grazie all’utilizzo di specifici software effettua
un’analisi energetica dell’immobile prendendo in considerazione:

  • le caratteristiche geometriche e di esposizione dell’immobile
  •  le caratteristiche delle murature e degli infissi
  • la tipologia degli impianti presenti per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di
    acqua calda sanitaria
  • eventuali impianti di ventilazione meccanica
  • eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile

In seguito il Certificatore elabora i calcoli, compila il documento e rilascia l’APE nel quale sintetizza le caratteristiche energetiche dell’immobile. L’APE va conservato con il libretto della caldaia e consegnato al nuovo proprietario o al locatario.

Alla fine dell’analisi il Certificatore invierà l’ape alla Regione competente, la quale rilascerà la
ricevuta di presentazione. Insieme all’APE è importante conservare anche la ricevuta.

Quanto dura?
Dipende. Solitamente dura 10 anni ma bisogna fare attenzione ad una cosa e cioè al tipo di riscaldamento. Se siamo in presenza di un riscaldamento centralizzato la durata è di 10 anni se invece il vostro è un riscaldamento autonomo, per far si che duri 10 anni, dobbiamo avere il bollino verde. Diversamente durerà solo un anno.


Quanto costa?

Il costo di un certificato, come per altri servizi professionali, non è soggetto a tariffazione minima.
Il prezzo solitamente varia da 150€ ai 200€.

Certificazione energetica: perché è importante?

L’ape sia per la vendita sia per la locazione è obbligatorio e la classe energetica va dichiarata già
nella fase della pubblicità di un immobile. È uno degli elementi di valutazione di un affare che
prende in considerazione un acquirente. Va da sé che se dichiariamo una classe energetica errata
nasce un problema.

Cerco di farti un esempio per aiutarti a capire: se dichiariamo che la nostra casa è una classe
energetica E, mentre invece è una F, l’acquirente potrà tranquillamente chiederci uno sconto sul prezzo o ancora peggio, chiederci l’annullamento dell’atto.

Quindi diffidate sempre di annunci immobiliare dove leggete “ape in fase di redazione” o cose simili. È vostro diritto sapere fin dall’inizio il consumo energetico di un immobile.

Certificazione energetica: perché è importante?

Guarda questo video e scopri perché la certificazione energetica: perché è importante?

 

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Cambiare casa: come comprare, prima di vendere?

cambiare casa: come comprare prima di vendere?

CAMBIARE CASA: COME COMPRARE PRIMA DI VENDERE?

Cambiare casa: come comprare prima di vendere? Bisogna fare attenzione a tante cose.
Il 50% delle volte che una persona vuole comprare casa ne ha una da vendere la domanda che si fa è: come fare a comprare prima di vendere? Un po’ come dire è nato prima l’uovo o la gallina?
Si possono nascondere molte insidie se decidi di comprare prima di vendere e in questo video voglio aiutarti con qualche utile consiglio.

Cambiare casa: come comprare prima di vendere?

Consiglio 1: Non muoverti nell’acquisto se non sai a quanto puoi vendere
Parliamoci chiaro, cosa compri se non sai a quanto vendi? Vai a vedere casa da 200.000€ o da 250.000€? Fai 100.000€ di mutuo o 150.000€?
Non mi sembra una cosa da poco. Cosa ne pensi? Farsi fare una valutazione reale e professionale è importante prima di mettersi alla ricerca della nuova casa……se poi decidi di mettere prima in vendita, non sarebbe male…..ma qui lascio a te l’ardua decisione.

Cambiare casa: come comprare prima di vendere?

Consiglio 2: Se decidi di comprare prima di vendere, devi avere un piano B
Di vendere prima non ne vuoi sapere, cioè mica vuoi finire sotto i ponti! Se vendi e non trovi????
Hai ragione, se questa è la tua più grande paura muoviti come preferisci, ma ricordati una cosa: se non sai a quanto vendi, non contare su casa tua per comprare. Cerco di essere chiaro con un
esempio: mettiamo che vedi una casa da…200.000€ e sai che casa tua si vende a 100.000€; bene, detta così se non hai altri soldi, ti mancano 100.000€ e dovrai chiedere un mutuo per arrivare alla cifra completa. Cosa fare? Prima di fare un’offerta per questa casa che tanto ti piace, pensa che la tua la venderai a 70.000€ e devi essere pronto a trovare questi 30.000€ di differenza.

Se non sai dove trovarli, c’è un problema e per fortuna che hai visto il mio video. Se invece siete proprio convinti di mettervi alla ricerca, vi consiglio di dare una lettura a questo
articolo.

Consiglio 3: Fai sempre una consulenza mutuo preventiva
Ultimo consiglio, ma non meno importante: sai davvero quanto puoi avere di mutuo? A parte quanto ti ha detto il tuo amico che ha appena comprato casa e a tuo cugggino quello con 5 g, hai
parlato con la tua banca o con un broker creditizio? Non puoi pensare di muoverti nella ricerca se non sai a che credito puoi accedere. Immagina di dedicare ore ed ore alla ricerca di un’ipotetica casa per poi accorgerti, quando proprio l’hai trovata, che non riesci ad acquistarla….non è una bella cosa, te lo assicuro.

Questi tre consigli hanno aiutato molti miei clienti e sono riusciti ad acquistare senza alcun pensiero.

In fondo un bravo consulente immobiliare serve proprio a questo a vendere e comprare casa in totale serenità.

Cambiare casa: come comprare prima di vendere? – Guarda il video e iscriviti al mio canale Youtube


 

Si può vendere una casa senza agibilità?

Vendere una casa senza agibilità?

Vendere una casa senza agibilità

Questo è un argomento spinoso, lo ammetto.
Al solo sentire la parola agibilità le persone vanno in ansia. Si può vendere una casa senza agibilità? Questa domanda mi viene fatta spesso e con questo articolo ho deciso di spiegarvi per bene l’argomento.

Vendere una casa senza agibilità

Andiamo con ordine: che cos’è l’agibilità/abitabilità?
“Secondo l’art. 24 del Testo Unico sull’Edilizia (DPR 380/01), il certificato di agibilità è un documento tramite il quale si attesta che un determinato immobile, a seguito dell’edificazione o di determinati interventi, possegga le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico definite dalla normativa vigente e che sia stato realizzato secondo quanto indicato nel progetto”.
Tradotto in maniera semplice: è una certificazione che attesta che acquistiamo una casa e non un box auto o un magazzino.

Quindi è un documento importantissimo? Non per forza….
Molte cose sono cambiate nel tempo. Infatti, l’agibilità è diventata obbligatoria nel 1934 con il Regio Decreto n. 1265 in cui il Podestà (oggi Sindaco) doveva autorizzare e rendere abitabili le costruzioni eseguite in conformità al progetto approvato, che avessero i muri convenientemente prosciugati e che non fossero insalubri.

L’agibilità del 1934 era una semplice autorizzazione sanitaria e non edilizia. La svolta avviene nel
1967 con la legge Ponte che introduce la dichiarazione di abitabilità o di agibilità.
All’inizio era un documento che non aveva molta valenza ma negli anni ha assunto tutt’altro
valore.

Vendere una casa senza agibilità

Quindi è si può vendere una casa senza agibilità?
Dipende da quando la casa è stata: costruita, ristrutturata o sopraelevata.
Come hai letto la legge ha assunto un’importanza rilevante dal 2001 in avanti. Per tutti gli edifici
costruiti dal 30/06/2003 l’agibilità è un documento essenziale. Se manca, l’immobile rimane
commercializzabile ma dovrà essere prodotta, se richiesta, pena nullità dell’atto.

Per gli edifici costruiti prima del 2003 cosa succede?
Per gli edifici costruiti prima del 01 settembre 1967, il certificato di agibilità non era obbligatorio.
Va comunque sempre comunicato all’acquirente la sua assenza. L’immobile è assolutamente commercializzabile. La mancata comunicazione dello stesso può al massimo produrre una richiesta
di sconto sul prezzo e l’acquirente non può pretendere il certificato stesso.
Per gli immobili costruiti successivamente al 01 settembre 1967 la cosa è più complicata in quanto
diventa essenziale capire come mai non vi è l’agibilità. Spesso capita per motivi burocratici o perché manca l’integrazione di un documento. Bisogna iniziare a preoccuparsi quando la stessa è stata sospesa o persino negata. Anche in questo caso vendere una casa senza agibilità sarà possibile ma diventa essenziale comunicare all’acquirente l’assenza della stessa pena la nullità dell’atto o una richiesta di sconto del prezzo.

Come avrai inteso l’argomento è molto spinoso e va affrontato volta per volta identificando i
possibili problemi. Ad oggi non è più il comune a rilasciare il certificato di agibilità ma viene fatta un’autodichiarazione da un professionista che attesta i requisiti richiesti. Diventa parte integrante dei compiti di un agente immobiliare controllare la presenza di tutti i documenti (come l’agibilità) per leggere l’articolo in cui parlo di tutte le responsabilità di un agente immobiliare clicca qui.

Vendere una casa senza agibilità

Guarda questo video per approfondire l’argomento: Vendere una casa senza agibilità

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Quando consegnare le chiavi di casa all’acquirente?

Quando consegnare le chiavi di casa all'acquirente?

Quando consegnare le chiavi di casa all’acquirente?

Vendere una casa può sembrare semplice ma nasconde diverse insidie. Una di queste è la consegna delle chiavi. Spesso può capitare già al preliminare (se non sai cos’è ti invito a leggere questo articolo) che venga chiesta la consegna delle chiavi anticipata. Una volta raggiunto l’accordo sul prezzo di vendita, venditore e acquirente devono mettersi d’accordo sulla data dell’atto e sui tempi di consegna delle chiavi. A quel punto può capitare che l’acquirente desideri le chiavi prima; vuoi perché la casa è già vuota e quindi sarebbe possibile iniziare prima dell’atto i lavori di ristrutturazione, vuoi perché per non disturbare continuamente il venditore per: misure, preventivi e qualsiasi tipo di visita pensa sia opportuno fare questa domanda.

Come comportarsi?
La consegna delle chiavi dev’essere fatta considerando tutti i fattori. Per evitare di incorrere in rischi di ogni genere, le chiavi dovrebbero essere consegnate all’acquirente al momento dell’atto notarile ma, se per eventuali esigenze o altre necessità l’acquirente chiede di averle prima, è bene tutelarsi.

Se l’acquirente le volesse per iniziare i lavori di ristrutturazione, bisogna considerare diverse cose:
1) chi farà i lavori?
2) l’impresa ha le adeguate coperture assicurative?
3) quali lavori verranno eseguiti?
4) nel caso di danni, di chi è la responsabilità?
Queste sono le domande alle quali rispondere se si volesse consegnare le chiavi all’acquirente già al preliminare e andrebbe definito tutto sullo stesso.

Attenzione, per completezza di informazione ti avverto che il venditore rimane sempre responsabile per qualsiasi danno procurato a terzi.

Altra cosa fondamentale e indicare nel preliminare che la consegna chiavi non da il possesso dell’immobile ma solo la detenzione. In questo modo, capitasse qualsiasi cosa, sarà più semplice
recuperare le stesse. Se invece la consegna delle chiavi all’acquirente della casa venduta viene chiesta per esigenze diverse come: misurazioni varie, preventivi o ulteriori visite dopo il preliminare di compravendita consiglio di incaricare qualcuno piuttosto di consegnarle all’acquirente.

Purtroppo, a volte, preso dall’enfasi che tanto la casa è acquistata, l’acquirente pensa che tutto sia lecito, ma ricordo che diventa proprietario solo al rogito notarile dopo aver firmato l’atto. Consegnare le chiavi all’acquirente come vedi può essere un problema.

Se dai un’occhiata al video che trovi sotto troverai un esempio di cosa può voler dire consegnare le chiavi all’acquirente prima dell’atto.

Quando consegnare le chiavi di casa all’acquirente? Guarda il video e scoprilo!

 

Vendere casa prima e dopo i 5 anni

Vendere casa prima e dopo i 5 anni dall'acquisto - Ernesto Palano Consulente immobiliare a Torino

Vendere casa prima e dopo i 5 anni

Vediamo se te lo ricordi.

Il giorno dell’atto, il Notaio, pronuncia una frase importante:
nel caso in cui si volesse vendere l’immobile, acquistato con le agevolazioni prima casa entro i primi 5 anni dall’acquisto, bisogna obbligatoriamente riacquistare entro un anno dalla vendita pena la perdita dei vantaggi prima casa”.

Tradotto, se riacquisti entro un anno dalla vendita non devi nulla a nessuno, se invece ciò non accade, dovrai pagare la differenza di imposta di registro più l’eventuale mora! Non mi addentro in conteggi matematici ma ti assicuro che potrebbero essere tanti soldini.

Come avrai capito la differenza la fanno due cose importanti:
1) Devi aver usufruito delle agevolazioni prima casa;
2) Devi aver venduto entro i 5 anni dall’acquisto.

Tutte queste regole non valgono dopo 5 anni dall’acquisto.

Ad oggi per di più (aprile 2021) esiste un’ulteriore possibilità: se decidi di acquistare una casa pur avendo già un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa, lo puoi fare, usufruendo sempre del vantaggio di pagare le imposte in modo agevolato, ma con l’obbligo di vendere entro un anno la tua vecchia prima casa. Anche in questo caso, se non venderai dovrai versare la differenza di imposta.

ATTENZIONE: una regola da ricordare per non imbattersi in nessun problema è lo spostamento di residenza; la legge prima casa prevede che si debba spostare la stessa nel comune dove si acquista l’immobile entro 18 mesi.

Vendere casa prima e dopo i 5 anni

Considerate però una cosa importante: vendendo entro i primi 5 anni, la legge prevede che abbiate mantenuto la residenza per la metà del tempo più un giorno tra l’acquisto e la vendita.

Per non incorrere in calcoli matematici da astrofisici ricordati di spostarla immediatamente.

Vendere casa prima e dopo i 5 anni

Come vendere casa velocemente

Vendere casa in 6 giorni

Le vendite non sono tutte uguali. O forse sì.

Oggi vi racconto la storia della casa di Michele.

Una casa in vendita da ben due anni che ha visto passare davvero tante persone… prima di finire tra le mie mani!

Al nostro primo incontro Michele mi accoglie dicendomi:
«Per favore, non dirmi anche tu che hai dei clienti interessati!»

Rimango basito:
«Quale cliente potrebbe mai essere interessato a casa tua senza averla vista? Non mi sentirai mai dire certe cose!»

Non appena entrato in casa mi sono reso subito conto del “problema” ma, curioso di ascoltare la
sua storia, mi siedo al tavolo con lui e la sua compagna Luisa.

«Raccontami un po’, come mai la tua casa è ancora in vendita?»
«Ernesto ho deciso di mettere in vendita questa casa perché in questo bilocale cominciamo a sentirci un po’ stretti. Abbiamo visto una casa che ci piace molto ad Alpignano, ma finché non vendiamo questa non possiamo spostarci.»

Ascoltandoli percepivo quanta voglia avessero di cambiare casa e quanta delusione c’era nel non esserci ancora riusciti.

Chiedo a Michele:
«Secondo te come mai non hai ancora venduto la tua casa?»
«Ernesto, credo che il prezzo sia troppo alto, ma purtroppo devo estinguere il mutuo e i soldi per il nuovo acquisto sono contati.»

Lo guardo ed un po’ perplesso gli dico:
«A mio parere il prezzo è corretto, ma c’è qualcos’altro che vorrei farti notare. Nella vendita di una casa intervengono tanti fattori, ma il principale spesso è uno solo: cosa trasmette una casa non appena ne varchi la soglia. Secondo te, Michele, cosa trasmette la tua?»

«Casa mia è una casa nuova e luminosa, non c’è nulla da rifare!»
«Questo è evidente, ma cosa ti trasmette?»

Mi guarda cuorioso… «Sai Ernesto che non riesco davvero a capire cosa intendi?»
E’ solo a quel punto che mi alzo. Sposto libri e soprammobili, elimino dalla vista piccoli accessori che ingombrano il passaggio e nuovamente gli chiedo:

«Adesso, secondo te, cosa trasmette?»
«Credo di aver capito: casa mia è un po’ troppo piena?»
«Michele, se davvero desideri vendere casa tua, devi aiutarmi. Facciamo insieme un sopralluogo della casa e decidiamo cosa è meglio spostare e cosa togliere? Sarà come anticipare la preparazione delle scatole per il trasloco!»

«Questo non basterà” aggiungo “ma al resto ci penseremo io e la mia home-stager
«Home stager?»
«Sì, è una figura professionale ancora poco conosciuta in Italia. Lei mi aiuta con render virtuali o con veri e propri allestimenti materiali a far comprendere meglio le potenzialità di una casa. Ti garantisco che insieme facciamo miracoli!»

E così… pronti, partenza, via!

Servizio fotografico e video fatti, render pronti, pubblicità online ed annuncio pubblicato allo stesso prezzo precedente.

Tra i primi 8 appuntamenti (selezionati) c’è Matteo: un giovane ragazzo che ha deciso di andare a vivere da solo. Lo accompagnano i suoi genitori ed è insieme che decidono di fare una proposta.

Con uno sconto di appena il 2% acquistano l’appartamento, per la loro felicità ma anche, finalmente, per quella di Michele e Luisa!

Vendere non è un processo commerciale, ma psicologico. Ogni dettaglio va per questo valutato, ponderato e valorizzato. Nulla va lasciato al caso.

Se una casa non viene venduta, non è sempre detto che “l’errore” sia il prezzo; a volte, infatti, non viene semplicemente  valorizzata, il che può renderla di difficile comprensione ad un occhio esterno e non innamorato come quello di chi già la abita.

Il mio ruolo non è solo quello di vendere la vostra casa, ma anche quello di saper trovare al suo interno tutto il bello che può dare, anche quando è ben nascosto.

Ogni casa racconta una storia.
Ai miei occhi questa storia è sempre bella.

Come vendere una casa ereditata

Come vendere casa ereditata

Vendere una casa ereditata non è un passo semplice.

Magari è la casa dei tuoi genitori oppure dei tuoi nonni, dove hai passato i tuoi primi anni di vita e sei legato in modo particolare.

In questo articolo voglio aiutarti a comprendere quelli che sono i passaggi fondamentali per vendere una casa ereditata e soprattutto leggendo conoscerai tutti i costi da sostenere.

Ecco i principali passaggi:

Recupera i documenti per vendere la casa ereditata

Una delle cose fondamentali per non incorrere in nessun problema quando desideri vendere una casa ereditata è recuperare tutta la documentazione dell’immobile. La maggior parte delle volte mi capita di parlare con persone convinte che sia impossibile che i propri cari non abbiano determinati documenti.

Ahimè non è sempre così.

Uno dei documenti indispensabili da recuperare è l’atto di provenienza e cioè l’atto con cui il decuius divenne proprietario. Essendo un documento a volte difficile da recuperare, in quanto può risalire a molti anni indietro è essenziale mettersi subito all’opera per trovarlo. Non trovarsi impreparati sotto questo aspetto è fondamentale!

Pensa che una volta ho impiegato 3 mesi per scovare un atto negli archivi notarili.

Per il resto diventa importante prendere contatti con l’amministratore per assicurarsi della situazione condominiale e far redigere l’APE (attestato di prestazione energetica) essenziale per la messa in vendita; lo stesso puoi farlo preparare da un geometra, architetto o ingegnere abilitato dalla regione. In questo articolo puoi trovare tutto quello che c’è da sapere sull’Attestato di Prestazione Energetica (APE).

Rendi l’immobile presentabile

L’occhio vuole la sua parte. Questo penso sia una delle cose più difficili.
Devi entrare nell’ottica di chi acquista e cercare di far di tutto per rendere la casa al meglio.

Se in casa abitava una persona anziana, la quale ha trascorso i suoi ultimi anni di vita, usufruendo di attrezzature sanitarie tipo carrozzine, respiratori o altro, non farli trovare in casa diventa essenziale.

Accendere vecchi ricordi negativi nelle persone non è utile per la vendita ed è meglio sistemare fin da subito l’appartamento. Stessa cosa vale per vecchie foto o soprammobili importanti (esempio grosse statue). Come per tutti gli appartamenti, anche qui, se siamo in presenza di macchie, serrande rotte che non si tirano più su o luci fulminate meglio riordinare il tutto.

Come gestire la successione

Per poter vendere una casa ereditata, l’atto di successione dev’essere fatto entro un anno dalla morte della persona.
La sua funzione è quella di comunicare all’Agenzia delle Entrate che da oggi sarai tu a pagare le imposte relative agli immobili ereditati. Solitamente se ne può occupare un geometra, un CAF oppure il notaio.

I costi fissi sono:

    • Imposte da pagare su un immobile:
      • Imposta ipotecaria (2% della rendita catastale rivalutata – minimo 200 euro)
      • Imposta catastale (1% della rendita catastale rivalutata – minimo 200 euro)
      • Tassa ipotecaria (minimo 90 euro)
      • Imposta di bollo (minimo 117 euro)
      • Tributi speciali (minimo 30.99 euro + 17,98 euro)

Prima di vendere una casa ereditata è necessario rivalutare la rendita. Questa deve essere rivista a seconda se si usufruiscono delle agevolazioni prima casa oppure no.

Il calcolo da fare è:

  • 1^ casa: rendita catastale (che trovi sulla visura catastale) x 115,5;
  • 2^ casa: rendita catastale x 126.

A queste imposte andrà sommato il compenso del professionista che parte da un minimo di 350€ in base al tipo di successione.

Accettazione di eredità

Questo passaggio arriva alla fine della compravendita, ma è meglio conoscerlo fin da subito. In pochi sanno cosa sia ma per vendere una casa ereditata è fondamentale. Proprio per questo ho fatto un articolo dove nello specifico spiego come diventare erede dell’immobile a tutti gli effetti.

Adesso sai quali sono i passi necessari per vendere una casa ereditata.

Come hai letto, i passaggi sono diversi e non entro nell’argomento su come pubblicizzare l’immobile, perché ci vorrebbero altre due pagine di articolo.

Se vuoi iniziare a capire cosa faccio io, ti invito a curiosare sul sito www.ernestopalano.it e a dare un’occhiata alla pagina dedicata agli immobili in vendita.

Se desideri vendere la casa ereditata non ti resta che contattarmi.

Gli errori che i venditori non devono commettere quando mettono in vendita la loro casa

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Vendere, vendere, vendere!

Finalmente è arrivato il momento di cambiare casa.

Ma ci sono degli errori che i venditori non devono assolutamente commettere.

Spesso si pensa che le cose alle quali fare attenzione siano la planimetria, l’atto di provenienza, le spese condominiali, cose sicuramente importanti, ma in realtà se vuoi vendere bene e in fretta, le cose alle quali porre particolare attenzione sono cose semplici e che al primo impatto fanno la differenza.

Leggi fino in fondo così da scoprire quali errori non devono commettere i venditori:

  1. Lasciare macchie di umidità in vista: una vecchia perdita, una macchia sulla parete fatta chissà in quale modo, sono tutte cose che non devono esserci quando mettete in vendita la casa; l’acquirente non conosce la provenienza di quella macchia e ti garantisco che possono iniziare i pensieri più disparati!
  2. Tapparelle rotte o incastrate: immagina di essere l’acquirente, di entrare nella camera e di voler vedere la vista; ti avvicini alla tapparella, cerchi di tirarla su, ma niente! Non è sicuramente un ottimo biglietto da visita.
  3. Lasciare il vostro cane in casa durante gli appuntamenti. Anch’io ho il mio piccolo amico in casa, ma ahimè non piacciono a tutti e ci sono anche persone allergiche. Aggiungo un’altra cosa: se il tuo cane è come il mio, si potrebbe emozionare ogni qual volta che una persona entra in casa (descrivere come fa penso non serva, considera che è un maschietto……) ed immagina che imbarazzo!
  4. Luci e lampadine: immagina un giorno di autunno o inverno, entra l’acquirente in casa e la metà delle luci è fulminata oppure una luce calda e una fredda. Dare omogeneità agli ambienti è importante. Scegli luci tutte uguali così da dare alla camera una luce uniforme. 
  5. Ordine! Non puoi pensare di lasciare tutto disordinato, con mille foto appese e centinaia di calamite sul frigo. Devi cercare di lasciare la casa nella maniera più neutra possibile. Anche un tocco di verde non fa male. Soprattutto nella zona giorno delle piante possono dare un senso di armonia. 

 

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Ricordati che non c’è una seconda possibilità di fare una buona prima impressione. 

Gli errori che i venditori non devono commettere quando mettono in vendita la loro casa sono tanti, ma questi sono i principali.

Se fare da solo ti spaventa o non ti senti in grado ti rimando al mio articolo su come scegliere il giusto agente immobiliare.

Come vendere casa durante il Coronavirus

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Hai intenzione di vendere casa o lo stai già facendo?

In un periodo delicato come quello che stiamo vivendo, viene naturale porsi una domanda: come vendere casa durante il coronavirus?

Questa pandemia ha travolto tutto e tutti, compreso me che faccio questo lavoro da quasi 16 anni. Mi sono posto anch’io la stessa domanda e, preoccupato di fornire un servizio in totale sicurezza per venditore e acquirente, ho dovuto necessariamente studiare un sistema per vendere la tua casa durante il coronavirus.

Ecco quindi, punto per punto, quello che farò per rispondere alla tua domanda su come vendere la tua casa durante il coronavirus:

  1. Valutazione professionale dell’immobile “a distanza”;
  2. Nuove operazioni di marketing con super pre-qualifica acquirente;
  3. Sistema “vendita sicura”.

Come vendere casa durante il coronavirus in sicurezza

Valutazione professionale:

Se vuoi curiosare nel mio sito troverai un link che parla proprio di come svolgo una valutazione professionale di un immobile; ma in questa straordinaria situazione ho deciso di modificare il mio sistema, mettendo al centro LA SICUREZZA. I contatti umani saranno ridotti al minimo per tutelare te e la tua famiglia.

Prima di visionare personalmente la casa, cosa che farò solo come ultima cosa, mi sincererò delle tue reali esigenze: hai necessità di venderla? Vuoi una casa più grande? Più piccola? Stai affrontando una separazione? La casa era di un tuo parente e la vuoi vendere?  

Via email mi manderai i documenti dell’immobile così che io abbia la possibilità preventiva di verificare il tutto: con una semplice video-call oppure telefonicamente ti porrò delle domande, per conoscerti e per capire come poterti aiutare e darti una prima idea sul valore dell’immobile.

In ultima battuta verrò a casa tua (con mascherina e guanti) per ribadire quello che ci siamo già detti telefonicamente e per confermare la prima valutazione una volta visto personalmente  l’immobile.

Una reale e professionale valutazione, infatti, non può essere fatta senza la visione della casa. Ricordalo sempre.

come-vendere-casa-durante-il-coronavirus-in-sicurezza

Nuove  operazioni di marketing

Se mi segui, sai quanto tempo e denaro investo per vendere una casa. Diversi infatti sono i professionisti dai quali mi faccio affiancare: dal fotografo professionista, alla home stager; utilizzo inoltre i social con campagne sponsorizzate (per visionare la mia pagina facebook clicca qui e dai un’occhiata alle recensioni).

Oggi non basta più. Aggiungerò ulteriori servizi: Realisti.co permetterà ai potenziali acquirenti di effettuare una visita virtuale della casa e farò anche un video professionale con una spiegazione attenta ed esaustiva della tua casa.

Ogni appuntamento non dico che dovrà essere un acquirente che sicuramente comprerà ma quasi.

Sistema vendita sicura

Come vendere una casa durante il coronavirus? Quale strumento può essere efficace ma soprattutto sicuro?

Uno dei sistemi di vendita che ho sempre sfruttato per vendere ottenendo il massimo nel minor tempo è l’OPEN HOUSE. Se non sai cos’è te lo spiego brevemente: è un evento aperto della durata di 2/3 ore durante le quali vengono concentrati tutti gli appuntamenti creando una “competizione” tra gli acquirenti. Particolarità del sistema: non devi prendere appuntamento, ma basta che ti presenti durante l’evento. Oggi però capisci non è realmente possibile farlo in questo modo. Te la vedi la gente che aspetta sotto casa tutta insieme senza alcun ordine? Io no…..

Allora come fare per sfruttare questo strepitoso sistema, visto che ad oggi risulta impossibile? Ho studiato un open house ad hoc per vendere casa durante il coronavirus. Funziona così: preparo tutto il marketing necessario e metto in pubblicità l’immobile. Creo l’evento, specificando che si potrà visitare l’abitazione solo prendendo appuntamento e a tutti gli acquirenti verranno offerti guanti e calzari. A loro viene chiesto di venire con la loro mascherina per accedere in casa.

A casa tua potrà entrare solo chi rispetta queste tre semplici regole:

  1. Prendere appuntamento e  presentarsi in orario;
  2. Indossare mascherina protettiva propria
  3. Indossare calzari e guanti forniti da me.

Finito l’open house farò eseguire da una ditta specializzata una sanificazione dell’appartamento con sistema ozono per permettere al venditore di rientrare tranquillamente in casa.

Con la salute non si scherza!

Ammetto che l’investimento sarà importante ma, a mio parere, non esiste un altro modo per fare bene il mio lavoro in questo momento.

Ci saranno sempre persone che vorranno vendere casa e persone che vorranno comprarla ed il mio obiettivo è farle incontrare. Anche oggi.

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